Il termine PROBIOTICIè generico e definisce tutti i tipi di batteri che svolgono un’azione benefica per la nostra salute.
‘Probiotico’ deriva dal greco “pro-bios” che significa ‘a favore della vita’ e fu coniato nel 1965 da Lilly e Stilwell.
Secondo la definizione ufficiale di FAO e OMS (2001), i probiotici sono “micro-organismi vivi che, somministrati in quantità adeguata, apportano un beneficio alla salute dell’ospite”.
Per essere definito probiotico, un microorganismo deve soddisfare alcuni criteri:
Essere normalmente presente nel nostro intestino e non dare reazioni allergicheo comunque nocive.
Appartenere alla lista delle specie batteriche qualificate presuntivamente come sicuredall’EFSA.
In ogni caso, i microrganismi probiotici non devono essere portatori di antibiotico-resistenze acquisite e/o trasmissibili.
Essere:
– attivo;
– persistente (in grado di aderire alle pareti intestinali e di colonizzazione);
– vitale (in grado di riprodursi) a livello intestinale, in quantità tale da giustificare gli eventuali effetti benefici osservati in studi di efficacia.
Essere in grado di conferire un beneficio fisiologico dimostrato secondo i criteri riportati nel documento FAO/OMS sulla valutazione dei probiotici per uso alimentare.
Nella definizione di probiotici rientrano, oltre ai microrganismi appartenenti ai generi Lactobacillus e Bifidobacterium, anche generi quali Streptococcus ed Enterococcus, oltre ad alcuni lieviti (Saccharomyces).
Essendo presa da un altro sito, questa immagine non credo sia il caso di utilizzarla così identica…
Effetti benefici dei probiotici: perché sono importanti per il nostro organismo
I probiotici svolgono molteplici funzioni positive che promuovono il nostro benessere generale:
Riequilibrio dell’ecosistema intestinale in caso di assunzione di farmaci (antibiotici), stress, , variazioni della dieta, infezioni gastrointestinali.
Normalizzazione della permeabilità e rinforzo della barriera mucosa.
Competizione per substrati energetici e per siti di adesione alle pareti intestinali. Questo sposta l’equilibrio della flora batterica verso le specie benefiche a svantaggio dei patogeni.
Prevenzione della proliferazione di batteri nocivi per competizione diretta.
Acidificazione del contenuto intestinale e del pH delle feci.
La produzione di acido lattico, specialmente da parte dei bifidobatteri, crea un ambiente sfavorevole per la crescita di patogeni e dunque per la loro attività metabolica, con diminuzione di specie tossiche (ammoniaca-neurotossica, nitrosammine ed acidi biliari secondari-cancerogeni) che favoriscono l’infiammazione delle mucose.
Produzione di sostanze benefiche, quali:
Acidi grassi a catena corta (SCFAs), in particolar modo l’acido butirrico utile per il trofismo e la funzionalità degli enterociti, il miglioramento dell’assorbimento dei nutrienti e la riduzione dell’infiammazione.
Fermentazione delle fibre alimentari e produzione di vitamina B12 e K.
Sostanze batteriostatiche/battericide.
Metabolismo del lattosio.
L’assunzione di batteri lattici che convertono il lattosio in acido lattico (quindi produttori dell’ezima beta-galattosidasi), può aiutare gli intolleranti al lattosio a digerirne più di quanto riuscirebbero altrimenti.
Riequilibrio in caso di diarrea da assunzione di antibiotici.
La diarrea associata agli antibiotici (AAD, antibiotic-associated diarrhea) è il risultato di uno squilibrio causato da una terapia antibiotica nel microbiota presente nel colon.
L’alterazione del microbiota provoca cambiamenti a livello del metabolismo dei carboidrati, con ridotto assorbimento di acidi grassi a catena corta che porta a una diarrea osmotica.
Un’altra conseguenza dell’antibioticoterapia che può causare diarrea è la proliferazione di microrganismi potenzialmente patogeni come il Clostridium difficile. Il trattamento con probiotici può ridurre incidenza e severità della diarrea associata ad antibiotici come indicato in diverse meta-analisi.
Funzione immunitaria e prevenzione delle infezioni.
Ci sono evidenze sul fatto che i batteri che abitano nell’intestino possono modulare il sistema immunitario mucosale. Alcuni ceppi probiotici sono in grado di stabilire un dialogo incrociato (cross-talk) con il sistema immunitario intestinale (GALT, Gut Associated Lymphoid Tissue) e di avere quindi un effetto su di esso.
Si reputa che i probiotici possano avere diversi effetti benefici sulla funzione immunitaria (aumento del numero di cellule che producono immunoglobuline, modulazione della fagocitosi, incremento di linfociti T e cellule NK (Natural Killer).
Modulazione dell’infiammazione intestinale e miglioramento di sintomi e sindromi ad essa associate:
aumentata permeabilità intestinale (LGS: leaky gut syndrome)
proliferazione batterica incontrollata (SIBO: small intestine bacterial overgrowth).
Risoluzione della stipsi.
Si è visto che il miglioramento avviene grazie alla metabolizzazione della fibra alimentare da parte del microbiota.
Assorbimento dei minerali.
Protezione dell’apparato urogenitale.
Diversi studi in vitro hanno mostrato il potenziale dei probiotici nel migliorare le infezioni del tratto urinario e le vaginosi batteriche.
La ricerca clinica suggerisce che tra le migliori soluzioni naturali per la prevenzione a lungo termine figurano i probiotici.
Riduzione del colesterolo.
Studi su animali hanno dimostrato l’efficacia di diversi batteri lattici sulla riduzione dei livelli di colesterolo nel sangue, probabilmente metabolizzando la bile a livello intestinale e impedendone quindi il riassorbimento (e quindi il passaggio di colesterolo dall’intestino al flusso sanguigno).
Come possiamo integrare correttamente i probiotici in caso di necessità?
I probiotici sono contenuti in determinati alimenti o integratori e la loro assunzione è utile per ristabilire l’equilibrio intestinale alterato, per esempio come conseguenza dell’assunzione di antibiotici, stress o variazioni della dieta.
I probiotici non vanno confusi con i fermenti lattici o con i batteri contenuti naturalmente nello yogurt, poiché questi ultimi sono vivi ma non in grado di riprodursi (vitali).
Per essere efficaci i probiotici dovrebbero essere assunti a stomaco vuoto o in capsule gastroresistenti, per un tempo medio di 3-4 settimane e in un quantitativo di almeno un miliardo di batteri al giorno, ragion per cui è impossibile introdurli con la semplice dieta.
Sul mercato sono presenti parecchi integratori in diverse formulazioni come: compresse, capsule, polveri, bustine e gocce contenenti probiotici.
Ad oggi, è il comparto dei supplemeti alimentari più vasto in assoluto.
Tuttavia bisogna fare molta attenzione nella scelta dell’integratore corretto.
Non tutti i probiotici sono formulati adeguatamente e in alcuni casi, se vengono assunti per via orale, possono essere distrutti dalle condizioni acide dello stomaco.
A partire dal 2010 sono state sviluppate diverse tecniche di microincapsulazione per superare questo problema e permettere a certe tipologie di probiotici di resistere agli acidi gastrici e biliari e di giungere integri e vitali nel colon.
Dunque per essere definito “probiotico”, un microrganismo deve:
– essere di origine umana,
– poter resistere ai Sali biliari e all’acidità dello stomaco (meglio assumerli a stomaco vuoto per minimizzare questo effetto, a meno che non siano confezionati in capsule gastroresistenti);
– possedere capacità di adesione e colonizzazione dell’intestino;
– essere sicuro;
– avere effetti sulla salute validati e documentati a livello clinico.
Inoltre, prima che un ceppo probiotico possa essere incorporato in un alimento e distribuito ai consumatori, deve avere la caratteristica di poter essere prodotto a livello industriale e di sopravvivere e conservare la sua funzionalità durante lo stoccaggio sotto forma di liofilizzato o in altre forme di conservazione.
Inoltre, deve garantire la stabilità durante tutta la «shelf life» (il periodo di tempo che intercorre tra la produzione ed il consumo dell’alimento) del prodotto alimentare nel quale verrà aggiunto.
Il MASUROTA®: un integratore di probiotici dalla formulazione unica, studiato per riequilibrare il benessere della flora batterica intestinale
Come abbiamo visto, i probiotici devono possedere delle caratteristiche molto specifiche per poter essere definiti tali.
Nella giungla di integratori in commercio, non tutti sono a base di probiotici ed il loro effetto sul benessere intestinale può risultare, in realtà, limitato.
È anche da dire che i probiotici sono da preferire ai fermenti lattici perché sono consorzi di microrganismi benefici che restano vivi e attivi e si moltiplicano a livello intestinale, garantendo, quindi, un effetto maggiore e più duraturo.
Proprio per favorire il corretto ripristino del microbiota intestinale ed aiutare l’organismo a prevenire gli squilibri collegati ad una sua alterazione, nasce MASUROTA®.
Frutto degli studi clinici e dalla collaborazione di Deltha Pharma con l’Università Cattolica del Sacro Cuore e del Policlinico Agostino Gemelli di Roma, ha una formulazione unica sviluppata proprio per imitazione del microbiota di un donatore sano.
MASUROTA® è un consorzio di 9 ceppi probiotici ad alto dosaggio, in 2 formulazioni, rispettivamente di 25 e 50 miliardi di cellule vive e vitali, associate al prebiotico inulina.
Ogni ceppo presenta caratteristiche benefiche peculiari, tra cui la competizione con ceppi patogeni, il mantenimento del corretto pH, il supporto al sistema immunitario e la conservazione dell’integrità mucosale, come descritto in letteratura.
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Il MASUROTA ® è un prodotto innovativo nato nei più importanti centri medici della Capitale: è il risultato di studi clinici e della collaborazione di Deltha Pharma con l’Università Cattolica del Sacro Cuore e del Policlinico Agostino Gemelli di Roma.
Alla sua ideazione si sono dedicati il Prof.Luca Masucci, Aggregato dell’Istituto di Microbiologia e il Prof.Giovanni Cammarota, Direttore U.O.S. Gastroenterologia e trapianto di Microbiota, del Gemelli di Roma (dall’associazione dei due cognomi deriva il nome del prodotto: Masu – Rota).
Il Gemelli è stato il primo polo in Italia ad effettuare il trapianto fecale e questo prodotto nasce proprio per imitazione del microbiota di un donatore sano di feci.
Gli specifici microorganismi probiotici selezionati per la sua formulazione sono autorizzati dall’EFSA (European Food Safety Authority) e si sono rivelati capaci di modificare in modo positivo la composizione del microbiota dei pazienti cui sono stati somministrati.
Il MASUROTA® nasce cosìper favorire il corretto ripristino del microbiota intestinale ed aiutare l’organismo a prevenire gli squilibri collegati ad una sua alterazione.
Che cosa contiene il MASUROTA® alsuo interno?
Il MASUROTA® è un consorzio di 9 ceppi probiotici, nella formulazione da 25 miliardi e 50 miliardi di cellule vive – capaci di riprodursi – e vitali – in grado di colonizzare il tratto gastrointestinale.
Questa composizione è potenziata dall’aggiunta del probiotico INULINA, un oligosaccaride che sostiene le funzionalità del microbiota.
Perché è stata aggiunta l’ INULINA nel MASUROTA®?
Si è deciso di potenziare il MASUROTA® con l’aggiunta di INULINA per migliorare la sopravvivenza dei fermenti lattici e fornire un substrato specifico alla flora batterica intestinale.
L’inulina è un oligosaccaride di riserva, tipico delle Asteraceae (Composite), caratterizzato da lunghe catene di fruttosio. Viene estratta principalmente dalla radice di cicoria, quindi ha un’origine naturale.
Una volta ingerita, l’inulina raggiunge inalterata l’ambiente intestinale e qui viene:
– idrolizzata con genesi dei FOS (frutto-oligosaccaridi);
– fermentata dalla flora intestinale, in particolare dai bifidobatteri, con la conseguente formazione di acidi grassi a catena corta, quali: acido acetico, proprionato e butirrato.
Queste tre molecole sarebbero in gran parte responsabili degli effetti benefici dell’inulina per quanto riguarda:
la sua azione protettiva nei confronti degli enterociti (cellula epiteliale di rivestimento dei villi intestinali);
le azioni sistemiche di natura metabolica, come il miglioramento dell’assorbimento di calcio e magnesio e l’ inibizione dell’HMG-CoA reduttasi (enzima coinvolto nella sintesi di colesterolo).
Inoltre, aspetto molto rilevante, l’inulina ha la capacità di aumentare i Bifidobacteria nella flora microbica intestinale, diminuendo contemporaneamente la densità dei batteri nocivi.
Quali CEPPI PROBIOTICI sono stati selezionati per il MASUROTA®?
Nel MASUROTA® troviamo:
Bifidobacterium bifidum
Bifidobacterium breve
Bifidobacterium longum
Lactobacillus casei
Lactobacillus rhamnosus
Lactobacillus gasseri
Enterococcus faecium
Streptococcus thermophilus
Bacillus subtilis.
I BIFIDOBATTERI sono bacilli Gram-positivi pleomorfi, asporigeni, anaerobi, appartenenti al Phylum Actinobacteria.
Il genere Bifidobacterium è il principale colonizzatore dell’uomo ed è riconosciuta una sua notevole importanza fin dalla nascita.
BIFIDOBACTERIUM BIFIDUM, BIFIDOBACTERIUM BREVE e BIFIDOBACTERIUM LONGUM sono i principali colonizzatori degli infanti.
Progressivamente, nel corso degli anni, i primi due si riducono dando spazio alla proliferazione di B. catenulatum e B. adolescentis, mentre permane la presenza di B. longum.
È verosimile che questo cambiamento avvenga per la modificazione di abitudini alimentari ed ambientali.
La capacità dei bifidobatteri di stimolare il sistema immunitario è stata dimostrata e soprattutto nei neonati si è vista la capacità di bilanciare il rapporto T-helper 1(TH1)/TH2.
Questo ha fatto sì che il loro utilizzo fosse ampiamente diffuso nella prevenzione di malattie intestinali, diarree finanche necrotizzanti o malattie sistemiche come allergie, morbo celiaco, obesità.
I LATTOBACILLI sono batteri Gram positivi aerobi, anaerobi facoltativi appartenenti al Phylum Firmicutes.
Il genere Lactobacillus è importante per il mantenimento della stabilità del tratto gastrointestinale, prevenendo le infezioni intestinali e interagendo con le cellule epiteliali dell’intestino.
Sono normalmente veicolati da latte e da prodotti caseari. Per questo motivo è da tempo nota la loro non patogenicità e la loro peculiarità di resistere all’azione della bile.
Inoltre Lactobacillus spp. producono sostanze battericide quali batteriocine, perossido d’idrogeno ed acidi organici, che controllano la crescita di batteri patogeni, sia Gram positivi che Gram negativi.
La dimostrata attività benefica di questi probiotici e la loro adattabilità a diverse sostanze alimentari hanno contribuito ad inserirli in diversi veicoli – oltre al latte – quali succhi di frutta o estratti di pomodoro, indicati come integratori nelle diete vegane.
In particolare, LACTOBACILLUS RHAMNOSUS svolge le seguenti funzioni:
riequilibra bifidobacteria autoctoni;
riduce lo stato infiammatorio attraverso la produzione della proteina P40;
inibisce l’apoptosi intestinale;
è in grado di stimolare citochine (interleuchine, Interferon gamma,Tumor Necrosis Factor);
produce un biofilm protettivo;
LACTOBACILLUS CASEI produce Vitamina B-12.
LACTOBACILLUS GASSERIè tra i più isolati da feci umane.
L’ENTEROCOCCUS FAECIUM è un cocco Gram positivo appartenente al Phylum dei Firmicutes.
Il suo uso come probiotico è particolarmente collegato all’azione anti-diarrea infettiva ed antibiotico correlata.
E. faecium è un commensale del tratto intestinale e questo fattore sembra influenzare positivamente la sua azione, così come il fatto di avere una rapida adattabilità all’ambiente (lag-phase) e una ridotta replicazione.
È stata dimostrata la sua inibizione sulla crescita di enteropatogeni come Escherichia coli, Salmonella serovars, Shigella spp. e Enterobacter spp.
Come per gli altri probiotici, è resistente a pH acido ed alla bile.
STREPTOCOCCUS THERMOPHILUS è un cocco Gram positivo appartenente al Phylum dei Firmicutes.
Si tratta di uno dei principali batteri omofermentativi termofili, ampiamente utilizzato nell’industria casearia. Produce un esopolisaccaride che ha proprietà probiotiche dimostrate anti-infiammatorie tali da indirizzare il suo studio verso lo sviluppo ed utilizzo come antiossidante e anticancerogeno.
IL BACILLUS SUBTILIS – Phylum Firmicutes – è un microrganismo Gram positivo anaerobio e sporigeno.
La sua spora ha le stesse peculiarità del C. difficile, pur differendo per il 75% in contenuto proteico. Per questa sua caratteristica riesce a sopravvivere al pH gastrico e raggiungere anche l’intestino crasso.
È riconosciuto avere effetti positivi attraverso la produzione di aminoacidi, enzimi e componenti antimicrobiche (come le batteriocine), con notevoli effetti su enteropatogeni Gram + e Gram -.
In particolare, B.subtilis ha un notevole effetto stimolante sul tessuto linfoide intestinale (Gut-Associated Lymphoid Tissue – GALT).
Altra caratteristica positiva è che B. subtilis, utilizzato come probiotico, aderisce alle cellule intestinali e, attraverso un meccanismo di competizione ambientale, combatte patogeni intestinali.
Come abbiamo visto, il MASUROTA è caratterizzato da una formulazione completa, in termini di varietà e quantità di ceppi probiotici, studiata per migliorare il benessere intestinale.
Medici italiani e farmacisti, non appena hanno visto le caratteristiche uniche della sua composizione, hanno iniziato da subito a consigliarlo e prescriverlo ai propri pazienti.
Bosscher D et al. Food-based strategies to modulate the composition of the intestinal microbiota and their associated health effects. J Physiol Pharmacol 2009;60 Suppl 6:5-11, PMID20224145.
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Dopo mesi di indagini e sperimentazioni, a giugno 2020 è stato presentato e messo in commercio MASUROTA®, risultato di un progetto di ricerca tra Deltha Pharma e l’Università Cattolica del Sacro Cuore -Policlinico Agostino Gemelli di Roma.
Alla presentazione sono intervenuti il dott. Luca Masucci ed il prof. Giovanni Cammarota, artefici della prima intuizione che ha portato alla nascita di questa formulazione così innovativa.
MASUROTA® nasce come soluzione concreta per sostenere l’equilibrio del microbiota intestinale , con delle caratteristiche uniche ed innovative.
Il MASUROTA® è diverso dagli altri probiotici in commercio: scopri perchè
Si tratta di un innovativo consorzio di 9 ceppi probiotici ad alto dosaggio, con brevetto dell’Università Cattolica del Sacro Cuore-Policlinico Agostino Gemelli di Roma.
I ricercatori sono partiti da considerazioni sulla infezione da Clostridium difficile, un patogeno che provoca una colite grave – definita pseudomembranosa – capace di mettere a rischio anche la vita.
I trattamenti innovativi di questa infezione comprendono il trapianto fecale nei casi estremi. Si tratta però di una procedura non agevole, né del tutto priva di insidie, poiché introduce il rischio di trasferire batteri resistenti a terapie o altre infezioni, e non è neanche praticabile per tutti i pazienti.
Nello specifico, un TRAPIANTO FECALE (batterioterapia fecale, trapianto di microbioma fecale) comporta il seguente processo: le feci di un donatore sano vengono prelevate e da queste viene estratta la componente batterica che entro 6 ore deve essere introdotta per via rettale nel paziente con infezione da Clostridium difficile.
Lo scopo è ricolonizzare un intestino in forte stato di stress (disbiosi + infiammazione + infezione) con flora batterica da persone sane, per tornare verso l’equilibrio e quindi lo stato di salute.
Il reparto di Gastroenterologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore -Policlinico Agostino Gemelli di Roma – diretto dal prof. Antonio Gasbarrini – è all’avanguardia in tale campo, e proprio per questo è coinvolto nella ideazione del MASUROTA®.
Si è pensato ad una soluzione più pratica ma comunque efficace: l’integrazione per bocca delle specie microbiche benefiche.
L’obiettivo era allora quello di preparare un “integratore” che comprendesse le specie batteriche più rappresentate negli individui sani e veicolare per bocca, in modo più sicuro e semplice.
I vantaggi sarebbero notevoli, con il valore aggiunto di una formulazione non stabilita a tavolino, ma dedotta e rispettosa di quello che Natura vuole: capace, quindi, di richiamare lo stato di equilibrio fisiologico.
Lo scopo di formulare un prodotto con standard di qualità così elevati risiede nella importanza dell’equilibrio del microbiota intestinale per la salute: è la diretta conseguenza della consapevolezza raggiunta, dopo anni di studi, delle molteplici azioni che svolge, molte ancora da esplorare appieno.
Come mai questo integratore a base di microbiota sta avendo tanto successo?
Come abbiamo visto il microbiota riesce a prevenire e curare lo stato di disbiosi, un disturbo molto fastidioso causato da fattori che un po’ tutti possiamo incontrare durante la nostra vita, come:
dieta sbilanciata (carente di frutta e verdura, ricca di alimenti confezionati, conservati, con additivi e raffinati);
assunzione di alcuni farmaci (inibitori di pompa protonica, antibiotici, cortisone, lassativi);
stress psicofisici (cambiamenti di clima, viaggi, stanchezza, ansia);
malattie infiammatorie intestinali.
I sintomi variano a seconda del tipo di disbiosi:
Fermentativa: carboidrati quali pasta, pane e dolci favoriscono la crescita di microrganismi nell’intestino tenue con gonfiore, malessere, crampi, meteorismo, diarrea/stipsi.
Putrefattiva: a carico del colon, in caso di scarsità di apporto di fibre e in caso di assunzione di antiacidi. Si presentano disturbi come: alitosi, acne, malessere generale, insonnia, cefalea.
Comunque, tornando al perché si è pensato di raggruppare tutti i potenziali benefici del microbiota in una capsula, a questo punto è molto chiaro.
Oltre a risolvere le problematiche legate allo stato di disbiosi, oggi si sa che il microbiota svolge molti ruoli benefici, tra cui:
protegge l’integrità della mucosa intestinale;
aiuta contro i microrganismi patogeni (Klebsiella, Escherichia coli, Candida) sia grazie ad una attività batteriostatica/battericida sia mediante competizione per i nutrienti;
migliora l’assimilazione dei cibi;
aiuta nel controllo dei livelli di colesterolo;
promuove la sintesi di alcune vitamine;
sostiene il sistema immunitario e lo scambio bidirezionale di sostanze e mediatori con il sistema nervoso centrale (asse intestino-cervello).
In pratica, il microbiota gestisce funzioni importantissime per il benessere e l’equilibrio generale del nostro organismo!
Il MASUROTA®: cos’è e come assumerlo
La svolta nell’integrazione a livello del microbiota c’è stata proprio con la nascita di MASUROTA®, un consorzio di 9 ceppi probiotici, nella formulazione da 25 mld e 50 mld di cellule vive (in grado di riprodursi) e vitali (in grado di colonizzare il tratto gastrointestinale).
Composizione:
Bifidobacterium bifidum
Bifidobacterium breve
Bifidobacterium longum
Lactobacillus casei
Lactobacillus rhamnosus
Lactobacillus gasseri
Enterococcus faecium
Streptococcus thermophilus
Bacillus subtilis
Gli specifici microorganismi probiotici sono autorizzati dall’EFSA (European Food Safety Authority) e si sono rivelati capaci di modificare in modo positivo la composizione del microbiota dei pazienti cui sono stati somministrati.
Tale “consorzio” di probiotici è assumibile per via orale, in genere 1 capsula la sera con acqua, riservando in linea del tutto generale la formulazione da 50 miliardi ai casi di disbiosiindotta da fattoriesterni (terapie farmacologiche, ad esempio) di una certa importanza.
La formulazione è Gluten free, naturalmente priva di lattosio ed adatta a vegani e vegetariani.
Infatti i probiotici sono veicolati in capsule gastroresistentie vegetali, che inoltre mascherano l’eventuale odore e sapore sgradevole e non trattate chimicamente (per esempio con sbiancanti come il biossido di titanio).
Le confezioni sono in materiale riciclato (progetto Deltha Pharma GREEN), per evidenziare ancora una volta l’attenzione dell’azienda verso i valori più importanti, come il rispetto della nostra salute e della natura che ci circonda.
Se anche tu vuoi provare tutti i benefici del Masurota o conoscere la formulazione in dettaglio,
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Il microbiota intestinale è l’insieme dei microrganismi residenti a livello dell’intestino, in particolar modo nell’ultimo tratto.
Consiste in batteri, virus e funghi che non sono patogeni, ma commensali e per lo più simbionti, ovvero in condizioni di equilibrio apportanofunzioni fondamentali senza le quali la nostra vita sarebbe gravemente messa a rischio.
Ricordiamo infatti che il microbiota coordina processi importanti, in quanto:
mantiene l’integrità della mucosa intestinale,
modula la risposta immunitaria,
contribuisce all’assorbimento di sostanze nutrienti,
aiuta il metabolismo degli zuccheri (da qui il suo legame con la sindrome metabolica, il diabete e l’obesità
influenza alcuni ormoni (serotonina, ma anche testosterone, ad esempio).
Molte altre funzioni sono ancora oggetto di studio, ad ogni modo sembrerebbe coinvolto in eventi collegati a:
asse intestino-cervello,
patologie neurodegenerative, come il Parkinson e l’Alzheimer;
allergie e malattie autoimmuni, come la sclerosi multipla e l’artrite reumatoide.
IL MICROBIOTA SVOLGE FUNZIONI ESSENZIALI PER LA NOSTRA VITA: ECCO QUALI
Potremmo riassumere le principali attività del microbiota in:
DIFENSIVA: mantenimento della barriera intestinale; produzione di batteriocine e proteasi; competizione per le sostanze nutrienti con microrganismi non residenti e potenzialmente dannosi; sviluppo ed attivazione dell’immunità innata e specifica a difesa dei patogeni.
STRUTTURALE: crescita, sviluppo e mantenimento delle strutture della mucosa intestinale (dalle singole cellule ai villi, fino alle “giunzioni serrate” utili per la salvaguardia di una corretta permeabilità e funzione dell’intestino).
METABOLICA: la flora residente collabora a importanti processi biosintetici, come la produzione di vitamine del gruppo B e K e la sintesi di aminoacidi; provvede alla trasformazione degli acidi biliari; permette la fermentazione e quindi l’utilizzo di fibre e sostanze non altrimenti digeribili.
Importante è anche il suo ruolo nella produzione di acidi grassi a catena corta (SCFA), utili per il benessere e l’equilibrio del microbiota stesso, ma anche per la stabilità della mucosa intestinale e la regolazione dei processi infiammatori locali.
EUBIOSI E DISBIOSI: COME CAMBIA IL NOSTRO MICROBIOTA
Noi tutti nasciamo già forniti di un ricco microbiota, che si modifica nel corso della vita e diventa “maturo” verso i tre anni.
Nella sua evoluzione risente di fattori come: le influenze ambientali, il tipo di alimentazione, le abitudini e lo stile di vita, nonché delle patologie in cui possiamo incorrere.
E soprattutto alcuni farmaci: le terapie farmacologiche alle quali ci sottoponiamo tutti prima o poi nel corso della vita possono alterare lo stato del microbiota.
Se in condizioni di salute ed equilibrio del microbiota si parla di uno stato di EUBIOSI, in presenza di fattori disturbanti, però, la pacifica convivenza tra le specie microbiche residenti può alterarsi e si può giungere alla cosiddetta DISBIOSI.
La disbiosi èun’alterazione della flora batterica intestinale caratterizzata dalla presenza eccessiva e dalla crescita anomala di specie potenzialmente patogene, come i Clostridi e gli Enterobatteri. Questi microorganismi nocivi sfuggono al controllo, a danno di quelli normalmente in prevalenza e benefici, portando ad una generale riduzione della varietà e quantità delle specie microbiche presenti.
Le cause della DISBIOSI possono essere varie:
Fattori interni: infiammazione locale, alterazione dell’integrità della mucosa intestinale con aumento della permeabilità, disturbi del sistema immunitario e varie patologie.
Fattori esterni: dieta scorretta, assunzione di farmaci, stress e stile di vita disordinato, fumo, esposizione a veleni e inquinanti.
COME SI CAPISCE DI AVERE UNA DISBIOSI INTESTINALE?
In generale, le disbiosi sono caratterizzate in forma più o meno severa da:
Diarrea (circa 30% dei casi) o alternanza di diarrea e stipsi;
Dolore addominale, malessere;
Gonfiore intestinale, flatulenza;
Malessere, nausea, inappetenza
Malassorbimento, carenza di nutrienti (ad es di vitamine del gruppo B e K).
Come abbiamo già detto, è molto facile scombussolare il microbiota, causando una disbiosi.
Basti pensare alla vita moderna che conduciamo, in particolare agli orari poco regolari, al cibo non sempre sano, ai ritmi frenetici che abbiamo… Già questo basterebbe.
Ma invece c’è di più: le indagini dicono che un farmaco su quattro può scatenare la disbiosi – per azione diretta o meno sui microrganismi residenti – con conseguente riduzione della loro numerosità.
Questo porta alla proliferazione incontrollata dei batteri non proprio benevoli e una prova del fatto è la classica diarrea post antibiotico che si manifesta in seguito ad un aumento dei Clostridi (soprattutto il Clostridium difficile) il cui metabolismo non favorisce il nostro benessere intestinale.
E dunque l’antibiotico causa il venir meno delle funzioni normalmente svolte dal microbiota sano.
I FARMACI PIÙ DIFFUSI E IL LORO EFFETTO SUL MICROBIOTA
Vediamo ora quali sono i farmaci più utilizzati e le conseguenze che scatenano causando un’alterazione del microbiota intestinale:
ANTIBIOTICI
Provocano la diminuzione delle specie benefiche e l’aumento di quelle potenzialmente dannose (vedi figura).
In particolar modo, causano una disbiosi le: amminopenicilline (amoxicillina), le cefalosporine di II e III generazione, la clindamicina. Un po’ meno aggressivi sono i chinoloni e gli amminoglicosidi.
INIBITORI DI POMPA PROTONICA (PPI: i “protettori gastrici”)
Sono responsabili della variazione del pH e di una crescita batterica non regolare, con possibile modificazione dell’equilibrio naturale del microbiota.
Se non trattata, la disbiosi da PPI può diventare una SIBO: Small Intestinal Bacterial Overgrowth, ovvero una condizione nella quale i microrganismi di norma ospitati nel colon risalgono il canale intestinale e iniziano a moltiplicarsi nell’intestino tenue.
ANTINFIAMMATORI NON STEROIDEI (FANS: ibuprofene, ketoprofene, naprossene)
Determinano un aumento delle Enterobacteriacee che, come abbiamo visto, sono delle specie patogene.
METFORMINA
Diminuzione di Bacillus fragilis, il che comporta sempre uno squilibrio della flora intestinale.
STATINE
Diminuzione dei Lattobacilli benefici.
ANTIPSICOTICI ATIPICI (di II generazione, per il trattamento del disturbo bipolare e della schizofrenia)
Alterazione di numero e biodiversità del microbiota.
OPPIOIDI (morfina)
Modificazione della barriera intestinale e traslocazione in circolo di batteri.
Variazione della composizione del microbiota dopo terapia con amoxicillina ed acido clavulanico.
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COME PROTEGGERE IL MICROBIOTA DAI FARMACI: QUALCHE SUGGERIMENTO
Cosa fare in caso di terapia farmacologia?
Sicuramente non si possono e non si devono evitare le terapie mediche laddove prescritte e necessarie, però si può associare un buon probiotico e prebiotico che sostenga, nutra, arricchisca e protegga il microbiota.
Ecco come puoi riconoscere un buon probiotico:
Per dare un quadro più completo, riportiamo la definizione del Ministero della Salute:
“I probiotici sono microrganismi vivi non patogeni che, una volta ingeriti in quantità adeguata (almeno 109 microrganismi per dose giornaliera, per almeno uno dei ceppi contenuti), sono in grado di colonizzare l’intestino e di avere un’influenza positiva sull’equilibrio del microbiota intestinale e sul benessere dell’ospite”.
Ogni ceppo probiotico, in pratica, determina un effetto specifico, legato alle sue caratteristiche metaboliche.
In più, se assunto in concomitanza con un antibiotico, deve risultare antibiotico resistente, in modo da risultare protetto dall’azione distruttiva del farmaco.
Per quanto tempo va assunto?
Dipende ovviamente dalla terapia che si sta seguendo.
Nel caso degli antibiotici, si dovrebbe assumere il probiotico dall’inizio e fino a 12-15 giorni dopo il termine. È comunque sempre consigliabile far riferimento al proprio medico curante.
COME SCEGLIERE UN PROBIOTICO FUNZIONALE AL BENESSERE DEL MICROBIOTA
Quando si sceglie un prodotto in commercio a base di probiotici bisogna prestare attenzione alle specie microbiche inserite e ai criteri secondo quali sono state selezionate.
Assicurati di controllare sempre:
Tipo e varietà dei ceppi presenti: ogni ceppo deve essere depositato, ovvero la sua mappa genetica e le caratteristiche fenotipiche (=funzionalità) devono essere note ed identificabili in maniera univoca.
Corretta denominazione in etichetta, del ceppo e della quantità presente, nel rispetto delle denominazioni validate da organismi internazionali.
Sicuro per l’impiego nell’uomo e compatibili con l’ambiente gastrointestinale (resistenza, per esempio, agli acidi biliari).
NON portatore di antibiotico-resistenza acquisita e/o trasmissibile ma resistenti all’antibiotico che si sta eventualmente assumendo.
Vive, attive e vitali a livello intestinale:
in quantità tale da giustificare gli effetti benefici;
preparati in modo da superare la barriera gastrica con il suo pH acido;
in grado di aderire alla mucosa intestinale, moltiplicarsi e colonizzarla.
Un prodotto che rispetta tutti questi criteri rigorosi e di estrema importanza per assicurarne l’efficacia è il MASUROTA®:
frutto di un progetto di collaborazione ad alto livello, tra Deltha Pharma, l’Università Cattolica del Sacro Cuore e il Policlinico Agostino Gemelli di Roma, si tratta di formulazione unica sviluppata proprio per imitazione del microbiota di un donatore sano.
MASUROTA® è un consorzio di 9 ceppi probiotici ad alto dosaggio, in 2 formulazioni, rispettivamente di 25 e 50 miliardi di cellule vive e vitali, associate al prebiotico inulina.
Ogni ceppo presenta caratteristiche benefiche peculiari, tra cui la competizione con ceppi patogeni, il mantenimento del corretto pH, il supporto al sistema immunitario e la conservazione dell’integrità mucosale, come descritto in letteratura.
Una formulazione che contiene ben 9 ceppi batterici con mappa genetica depositata presso l’EFSA, capaci di attraversare l’intestino – grazie alle capsule gastroresistenti con le quali viene realizzato il prodotto – e di colonizzare la mucosa intestinale.
La composizione relativa ai ceppi utilizzati è unica sul mercato: il suo brevetto è attualmente depositato presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore.
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Le OSSA sono formate da una componente organica (collagene, osseina), una minerale – a base principalmente di cristalli di sali di calcio, fosforo e magnesio – e da una parte cellulare rappresentata da osteoblasti e osteoclasti.
Le funzioni delle ossa, e quindi dello scheletro, sono principalmente:
Sostegno,
Motoria (forniscono attacco ai muscoli),
Protezione degli organi (cervello, midollo spinale, polmoni, cuore);
ma anche:
Sensoriale (la catena di ossicini dell’orecchio trasmette le vibrazioni sonore),
Emopoietica (contengono le cellule staminali progenitrici di globuli rossi e globuli bianchi),
Riserva minerale,
Tampone acido-base.
Il tessuto osseo è dinamico: la parte minerale viene continuamente rimodellata e rinnovata, grazie alla presenza di elementi cellulari detti osteoclasti – che degradano i sali minerali e liberando idrolasi acide – e gli osteoblasti – che ne depongono di nuova – fino a trasformarsi in osteociti, quando cessano l’attività.
Questo dinamismo è ben comprensibile durante la crescita, in cui si assiste ad un allungamento e aumento di dimensioni globale dell’osso. L’apposizione di nuovo tessuto, infatti, supera la quota demolita fino ai 30 anni circa.
C’è poi da dire che il rimodellamento è comunque un processo che dura tutta la vita, per adattarsi alle sollecitazioni ed eventualmente anche a traumi e fratture.
Dopo i 30 anni – età in cui lo scheletro raggiunge la massima resistenza – tuttavia, la demolizione supera la formazione di nuovo tessuto, portando ad una graduale diminuzione della densità ossea e aumento della fragilità.
Non esiste una sola osteoporosi
Possiamo distinguere in particolare:
OSTEOPOROSI PRIMARIA, cioè un processo di indebolimento delle ossa ad insorgenza spontanea. È un fatto naturale legato all’età e che colpisce soprattutto le donne, a causa dei cambiamenti ormonali che si verificano durante la menopausa (ovvero la diminuzione degli estrogeni).
L’osteoporosi primaria è tipica dai circa 50 anni in su e costituisce più del 95% dei casi di osteoporosi nelle donne e l’80% negli uomini.
Ovviamente questo processo si può manifestare in modo variabile in ciascuno di noi, e potrebbero non esserci segnali o sintomi di avvertimento finché non la si evidenzia magari in seguito ad una frattura o un crollo vertebrale.
Oltre all’età, altri fattori che incidono sull’osteoporosi primaria sono:
il fumo,
l’alcool e la caffeina in eccesso,
la razza bianca,
la vita sedentaria,
una dieta povera di Vitamina D o Calcio,
la familiarità.
OSTEOPOROSI SECONDARIA, che si manifesta in conseguenza di:
OSTEOPOROSI IDIOPATICA GIOVANILE: colpisce soggetti giovani ed è senza causa apparente.
Come capire se si ha l’osteoporosi:
L’osteoporosi è caratterizzata da una densitometria ossea (DEXA) alterata, ed è importante soprattutto tener conto del T SCORE, ovvero lo scostamento dal valore di riferimento della densità minerale ossea nella popolazione sana di pari età e sesso.
A seconda del valore di T score, si potrà definire il tipo di osteoporosi che interessa un determinato soggetto:
≥-1: NORMALE
Non c’è nulla di cui preoccuparsi.
Tra -1 e -2,5: OSTEOPENIA
La densità ossea risulta alterata, quindi si ha un aumento del rischio frattura, ma non è ancora grave.
<-2,5: OSTEOPOROSI
Il rischio di frattura ossea in questi casi è alto.
Si può prevenire o migliorare una situazione di osteoporosi?
Come per altre patologie, anche qui intervenire sullo stile di vita può portare a migliorare le proprie condizioni di salute.
In particolare, per ridurre il rischio di frattura ossea da osteoporosi si può agire in questo modo:
Eliminazione deifattori di rischio modificabili (fumo, alcool..);
Eseguire esercizi fisici di carico, resistenza e posturale;
Seguire una dieta ricca di calcio e Vitamina D;
Intervenire con un’eventuale integrazione (800-1000 U di vitamina D al giorno)
Assumere se necessario dei farmaci specifici (bifosfonati, raloxifene…)
Microbiota nella prevenzione dell’osteoporosi: ecco cosa dicono gli studi
Recenti lavori scientifici hanno dimostrato un legame tra osteoporosi e microbiota.
Questo significa che tra le azioni di prevenzione è importante mantenere il nostro intestino e la sua flora in buona salute.
In fondo, è tramite l’intestino che assorbiamo i nutrienti: in caso di eubiosi (equilibrio delle specie microbiche che popolano i nostri apparati ed in particolare l’intestino), si ha un miglior assorbimento di calcio e – anche se non ancora chiaro il perché – dei buoni livelli sierici di Vitamina D.
Si è anche visto che, in presenza di un microbiota sano, a livello intestinale si produce anche la serotonina, che regola l’attività degli osteoblasti.
Altre osservazioni interessanti che sono emerse dagli studi:
In caso di osteoporosi primaria: i Bacteroidetes, i Faecalibacterium, le Prevotellaceerisultavano in quantità maggiore, il metabolismo dei carboidrati era diminuito, mentre quello degli aminoacidi, nucleotidi e cofattori di vitamine era aumentato.
Al contrario, si è visto che in eubiosi, i Bifidobatteri promuovono l’assorbimento del lattosio e stabilizzano la mobilizzazione di calcio dall’osso.
Alcuni ricercatori hanno studiato l’asse microbiota-immunità-salute ossea ed hanno rilevato che in disbiosi si nota una diminuita differenziazione dei linfociti Th1 e Th2 e questo indurrebbe l’attività degli osteoclasti.
Un altro meccanismo proposto indaga la capacità dei batteri di regolare, a livello intestinale, la produzione di ossido Nitrico (NO) responsabile del mantenimento dell’omeostasi di osteoblasti ed osteoclasti.
Infine, la disbiosi può portare ad un diminuito assorbimento di acido folico, all’ aumento di omocisteina, alterando i processi di ossificazione della cartilagine e rallentando la differenziazione degli osteoblasti.
Si tratta di molti meccanismi ancora da approfondire e chiarire: alcuni risultati sembrerebbero contraddittori tra loro e diversi studi sono stati ad oggi effettuati solo su animali. Ma di certo un legame tra microbiota ed osso c’è!
Questo porta a suggerire l’integrazione con probiotici per mantenere il corretto equilibrio della flora microbica intestinale, sia per prevenire l’osteoporosi, sia come terapia aggiuntiva a quelle tradizionali.
Ovviamente, non basta prendere dei fermenti lattici qualsiasi per aiutare l’intestino a lavorare correttamente: servono dei probiotici davvero funzionali e più i ceppi selezionati sono coerenti con il microbiota naturalmente presente nel nostro corpo, maggiore sarà l’efficacia.
Dalla ricerca Deltha Pharma in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore e Policlinico Agostino Gemelli di Roma nasce MASUROTA®, un integratore alimentare disponibile in due varianti, entrambe ad alto dosaggio: 25 miliardi di cellule vive e 50 miliardi di cellule vive.
Una formulazione che contiene ben 9 ceppi batterici con mappa genetica depositata presso l’EFSA, capaci di attraversare l’intestino – grazie alle capsule gastroresistenti con le quali viene realizzato il prodotto – e di colonizzare la mucosa intestinale.
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Frutto di studi clinici avanzati, il MASUROTA® favorisce il corretto equilibrio della flora batterica intestinale e supporta il suo naturale ripristino in caso di squilibri e disbiosi.
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